La riforma del Terzo Settore entra in una fase cruciale: cosa cambia nel 2026
La riforma del Decreto Legislativo n. 117 / 2017 (il “Codice del Terzo Settore”) segna per il 2026 un anno di scadenze e obblighi decisivi per le realtà del non profit: in particolare per le Associazioni di Promozione Sociale (APS), le Organizzazioni di Volontariato (ODV) e gli enti già iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Comprendere in modo puntuale le novità è indispensabile per evitare errori, sanzioni o, nei casi più gravi, l’esclusione dal registro.
Cosa significa essere iscritti al RUNTS
L’iscrizione al RUNTS non è una mera formalità:
- vincola l’ente a garantire la conformità statutaria e la coerenza dell’attività con quanto dichiarato.
- comporta l’obbligo di presentare tempestivamente documenti e aggiornamenti (statuto, dati associati, volontari, operazioni).
- è condizione essenziale per accedere agli specifici benefici fiscali e ai contributi pubblici previsti per gli enti del Terzo Settore.
In sintesi: essere iscritti significa non solo essersi accreditati, ma avere un’organizzazione amministrativa e contabile pronta a rispettare obblighi permanenti.
Bilancio ETS: rendiconto semplificato o schema ordinario?
La riforma introduce una netta differenziazione in base al volume economico degli enti:
- Gli enti con entrate inferiori a 300.000 € possono redigere un rendiconto per cassa, in forma semplificata.
- Gli enti con entrate superiori a 300.000 € devono adottare un bilancio ordinario, più complesso e strutturato in modo simile a quello delle società.
Questo passaggio rappresenta una vera rivoluzione per molte APS e ODV, che dovranno adeguare la propria organizzazione contabile in modo significativo.
I rischi della non-conformità
La mancata osservanza degli obblighi può portare a conseguenze rilevanti:
- cancellazione dal RUNTS o esclusione dai benefici riservati agli enti iscritti;
- perdita dei regimi agevolativi (fiscali e contributivi) che gratificano gli ETS non commerciali;
- responsabilità degli amministratori e rappresentanti legali, qualora non venga rispettata la normativa statutaria o venga omessa la rendicontazione.
Conclusione
Il 2026 non è un anno qualunque per gli enti del Terzo Settore: è un vero e proprio banco di prova che richiede attenzione, organizzazione e supporto qualificato.
Affrontare con consapevolezza questi adempimenti significa non solo evitare sanzioni, ma rafforzare la struttura dell’ente e garantirne la stabilità futura.
Le informazioni riportate sono aggiornate ad agosto 2025. Ogni ente ha una situazione specifica che va valutata singolarmente, tenendo conto dello statuto, delle attività svolte e del regime fiscale applicabile.
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